Federico Seneca - Versione digitale del catalogo della mostra antologica Federico Seneca (Fano, 1891 - Casnate, 1976)

Nota biografica

di Fabio Bettazzoni

La figura artistica di Federico Seneca è stata fino ad oggi ricordata in modo sommario, limitatamente ad alcuni lavori che hanno segnato la sua produzione. Ciò è accaduto nonostante sia comunemente riconosciuto che, quando si parla di arte pubblicitaria degli anni Venti e Trenta, è possibile omettere Seneca da quel ristretto lotto di artisti che caratterizzarono il periodo; né tantomeno ci si può scordare di lui per quanto riguarda la prima metà degli anni Cinquanta.

La bibliografia di Seneca è piuttosto esigua: esistono solamente scarne citazioni in testi di pubblicità , e alcuni lavori che - riassumendone l'attà e i cenni biografici - sono inseriti in cataloghi di mostre collettive che riguardano l'arte degli anni Venti e Trenta o più generalmente l'arte del manifesto.

Pur sapendo che gli studi in questo settore non sono così frequenti come nel campo delle cosiddette arti pure, è difficile riuscire a comprendere perché l'opera di questo artista, che in certi periodi ebbe rilievo europeo, abbia raccolto in questi anni un così modesto interesse.

Una possibile spiegazione, sostenuta da Leonardo Borgese, si basa sulla convinzione che fu il carattere, schivo e modesto, ad impedire a Seneca di raggiungere più alti e duraturi consensi in ambito artistico; Borgese afferma: Ho l'impressione che Federico Seneca non si sappia fare la réclame. Sa farla molto bene a qualsiasi prodotto industriale - ma quando si tratta di se stesso, allora mi sembra che diventi la negazione della pubblicità . E invece credo che sarebbe potuto con poco sforzo diventare famoso in tutto il mondo; quanto un Cappiello, quanto un Cassandre, famoso e ricco. Colpa della sua natura modesta e riservata, colpa d'un'educazione signorile e d'una cultura fine che vietano di dare calci e gomitate per salire sull'autobus, colpa del carattere da Italiano provinciale.1

Federico Seneca nasce a Fano il 9 agosto del 1891. La famiglia del padre, Temistocle Bernardino, proviene da Carpineto Romano; la madre è la Contessa Maria Antonietta Mauruzzi della Stacciola di Fossombrone. L'estrazione familiè benestante e Federico ha la possibilità di studiare: frequenta il liceo classico a Fano e successivamente si iscrive al Regio Istituto di Belle Arti di Urbino, dove si diploma il 6 settembre 1911. Conseguito il diploma Seneca insegna disegno alle scuole Normali a Fano, e contemporaneamente comincia a lavorare come cartellonista. Lo afferma Dino Villani: Seneca, appena finito l'Accademia di Belle Arti, seguì la sua spontanea inclinazione verso il cartellone réclame, allora specialmente in voga per il cinematografo e aggiunge Era evidente in lui la guida del suo maggiore ispiratore Marcello Dudovich, che conobbe nei primi anni della sua carriera artistica.2

A questo periodo, che va dal 1912 al 1914 circa, è ascrivibile il manifesto Fano stazione balneare, dove sono chiare le influenze del filone tradizionale dell'arte del manifesto.

Non si conosce null'altro prodotto da Seneca nel lasso di tempo che precede la Grande Guerra, durante il quale Seneca, sempre secondo Villani, svolge già una certa attà artistica e conosce Dudovich. Non sappiamo se si tratta di una conoscenza personale, oppure più semplicemente una conoscenza artistica attraverso i già famosi manifesti di Dudovich. Non sono giunte notizie ulteriori su questo periodo, né Seneca stesso ci è di grande aiuto, quando - pubblicando nel 1952 un libretto di presentazione dove riporta in successione cronologica le tappe della propria attività - scrive: con questo curriculum vitae, che segue questa prefazione, [il lettore] potrà conoscere la mia attà pubblicitaria dalla fine della prima guerra mondiale ad oggi.3

Vi è un'omissione completa per quanto concerne il periodo della formazione a cominciare dalle intenzioni dello stesso protagonista, il quale nei racconti al figlio Bernardino riguardo quegli anni, ha sempre parlato di un periodo trascorso a Roma, ospitato da un parente ecclesiastico, con ufficio al Vaticano. In questo modo si e finito per considerare il periodo romano come quello durante il quale Seneca studiò e si diò all'Accademia di Belle Arti di Roma. Probabilmente Federico durante gli anni 1911 - 1915 avrà soggiornato a Roma per qualche breve periodo, ma non si hanno notizie riguardo gli interessi che coltivava nella capitale. Si può pensare che l'atteggiamento di parlare insistentemente di Roma possa essere stato un piccolo vezzo dell'artista, dimenticando una formazione più provinciale maturata sull'asse Fano-Urbino, a favore di una sedicente formazione Romana, artisticamentù aperta ed aggiornata.

Alla vigilia della prima guerra mondiale troviamo Federico a Fano, insegnante di disegno alle scuole Normali e attivo come cartellonista. Il 25 dicembre del 1915, a sei mesi dalla dichiarazione di guerra dell'Italia all'Austria, Seneca viene arruolato nell'8° Reggimento degli Alpini. Da una cartolina spedita ai familiari dal fronte del 12 maggio 1916 risulta che egli ricopriva il grado di caporale; da un'altra, datata 11 novembre 1916 egli si qualifica come aspirante ufficiale della 8 Reggimento alpino Monte Matajur, 156 compagnia, zona di guerra. È quindi dal fronte, nel 1917 che Seneca, dopo più di un anno di guerra sulle montagne inoltra la domanda per entrare nel Corpo Piloti.

Il 2 luglio del 1917 il sottotenente Federico Seneca inizia il corso di addestramento al volo presso la scuola di S. Giusto, nei pressi di Pisa dove consegue un primo brevetto il 21 novembre del 1917 ed un secondo il 20 luglio del 1918. Probabilmente è durante i tre mesi che da quel momento trascorreranno prima della firma dell'armistizio con l'Austria che Seneca fa in tempo a meritarsi la Croce di Guerra. Queste notizie riguardo l'attività di pilota hanno un certo rilievo in quanto sembra che durante questo periodo Seneca ebbe modo di conoscere D'Annunzio. Il suo libretto di volo riporta successivamente vari allenamenti a bordo di idrovolanti eseguiti dal 1918 a luglio del 1919 presso la Scuola di Idrovolanti di Orbetello. Il Villani, a proposito del primo dopoguerra afferma: All'inizio della guerra, dovette troncare la sua attività artistica per riprenderla subito dopo a Milano.4

Vi è evidentemente una discrepanza di complessa soluzione fra il libretto di volo, che riporta addestramenti fino alla fine del luglio 1919 e il Villani, che ci dà notizia di Seneca in attà nel primo dopoguerra a Milano. È difficile ipotizzare che da Milano Seneca si spostasse ad Orbetello per eseguire allenamenti di volo sugli idrovolanti per poi ritornare subito a Milano e riprendere la sua attività artistica. Più verosimile è pensare che Seneca gravitasse in quel periodo in una zona del centro Italia lungo l'asse Fano-Perugia-Orbetello. Questa constatazione non chiarisce però in che modo le strade della Perugina e di Seneca, artista attivo più come pilota di idrovolanti che come cartellonista, si incontrarono, generando poi un lungo e fortunato sodalizio.

Anche per l'entrata di Seneca alla Perugina non ci sono d'aiuto le poche fonti a cui è possibile riferirsi: Villani nel 1933 riporta: Se non ché nel 1920 fu chiamato a Perugia dalla Ditta Perugina, alla quale dedicò esclusivamente la sua attività per ben tredici anni5; lo stesso Villani nel 1977 scrive: era entrato all'ufficio pubblicità Perugina Buitoni nel 19206. Borgese aggira l'ostacolo affermando: La fortuna di Federico Seneca va dal 1922 al 1935 e si fonda principalmente sui manifesti e sui disegni eseguiti per la Ditta Perugina e la Buitoni7. Seneca stesso nel libretto di referenze del 1952 riporta: Dal 1926 al 1932 direttore dell'Ufficio pubblicità Perugina.8

Di sicuro però i rapporti tra Seneca e la Perugina iniziarono prima del 1920 in quanto già nel dicembre del 1919 esce un'inserzione pubblicitaria firmata Seneca sulla Domenica del Corriere.

Fra il 1919 e il 1920 Seneca comincia a risiedere a Perugia e per cinque anni lavora come pubblicitario della Perugina. Nel 1925 la Perugina si associa alla Buitoni, dando luogo a un solo gruppo industriale: Seneca assume l'incarico di direttore dell'ufficio pubblicità Buitoni, mantenendo contemporaneamente quello della Perugina.

Il 27 dicembre del 1925 Seneca sposa con una ragazza conosciuta a Perugia. Nel 1929 Seneca vince il primo premio ad una mostra internazionale di manifesti tenutasi a Monaco di Baviera. Durante gli anni alla Perugina non si hanno notizie certe riguardo la sua mobilità e le mete dei suoi viaggi, anche se da alcuni suoi racconti sembra in questi anni abbia avuto modo di visitare Londra Parigi e Berlino.

Come per l'inizio, anche per la fine dei rapporti tra Seneca e il gruppo Perugina - Buitoni non si conoscono i motivi che provocarono il distacco. A questo proposito Villani riporta: Seneca era Perugina, Seneca era Buitoni, e continuò per vari anni ad esserlo fino a quando non lo sapemmo libero. Non si è mai venuti a sapere (anche perché non glielo abbiamo mai chiesto) se fu lui a lasciare o la Ditta a volersene privare: restammo sorpresi, ad un certo momento, di vederlo lavorare per altri.9

Così ritroviamo Seneca a Milano tra il 1932 e il 1933, dove intraprende l'attività di pubblicitario in proprio. Ormai famoso, non fatica a trovare ditte importanti che gli affidano il loro budget pubblicitario: si apre in questo modo un periodo di densa attà .

 

Note

1 Tavole di Federico Seneca, pref. di L. Borgese, Parigi, Vandre, 1952. Torna al testo

2 D. Villani, Arte pubblicitaria 1900 - 1933, supplemento al n. di settembre de L’Ufficio Moderno, Milano, 1933. Torna al testo

3 F. Seneca, Alcune referenze di Seneca pubblicitario e artista, Milano, Edizioni Seneca, 1951. Torna al testo

4 D. Villani, cit. Torna al testo

5 D. Villani, cit. Torna al testo

6 D. Villani, Dino Villani ricorda Seneca, Parete, N. 27, novembre 1977. Torna al testo

7 L. Borgese, cit. Torna al testo

8 F. Seneca, cit. Torna al testo

9 D. Villani, cit., 1977. Torna al testo

Perugina
Perugina
1929
(cm 20,5 x 14)
Casnate, Raccolta Seneca

 

Perugina - Cacao
Perugina - Cacao
1929
(cm 20,5 x 14)
Casnate, Raccolta Seneca

 

Buitoni - Pastina glutinata
Buitoni - Pastina glutinata
1928
(cm 200 x 140)
Treviso, Raccolta Salce, Museo L. Bailo