Federico Seneca - Versione digitale del catalogo della mostra antologica Federico Seneca (Fano, 1891 - Casnate, 1976)

Nota del curatore

di Francesco Milesi

Con questa antologica dedicata a Federico Seneca si è voluto ricordare ed onorare l'illustre cittadino fanese è stato uno dei grandi maestri della grafica pubblicitaria europeè già successo per altri celebri concittadini il riconoscimento della à è giunto dopo la loro morte, o per alcuni è giunto affatto. D'altronde Nemo propheta in patria.

Tutti conoscono la splendida scatola dei Baci Perugina, ma pochi sanno che è opera del grafico fanese che la disegnò negli anni Venti, quando era direttore pubblicitario della famosa ditta dolciaria. I manifesti di Federico Seneca, notissimi, sono infatti entrati a far parte della vita quotidiana di diverse generazioni in tutta Europa, ma altrettanta fama non ha ottenuto il loro autore schivo e modesto. Oltre alla immediata efficacia comunicativa, le opere di Seneca possiedono precisi riferimenti ai movimenti culturali ed artistici dell'epoca.

Si pensi, ad esempio, ai quattro manifesti degli anni 1924 - 1927 per la Coppa della Perugina, che testimoniano un'ideale adesione di Seneca al Manifesto del Futurismo: ...noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la terra, lanciata a corsa, essa pure, nel circuito della sua orbita ed alla ricerca futurista di Gerardo Dottori, che Seneca aveva conosciuto nel suo soggiorno a Perugia, codificata poi nel Manifesto dell'Aeropittura del 1929.

Il riconoscimento di Seneca futurista è attestato da una dedica che Filippo Tommaso Marinetti, ideologo e propulsore del movimento, ha posto in calce al registro delle visite della ditta Perugina: Bravo, Seneca magnifico futurista del Cartello - Reclame! F.T. Marinetti.

I manifesti della Coppa Perugina sono gli unici di chiara matrice futurista, infatti Seneca continua la sua ricerca espressiva ispirandosi a modelli che gravitano nell'area del Cubismo, come ha evidenziato Arturo Carlo Quintavalle nell'approfondito saggio critico in questo catalogo.

Nei manifesti di questo periodo, la figura umana è rappresentata attraverso una metamorfosi geometrica, una sorta di antropomorfismo neocubista che trae origine dalla cultura francese, nei quali Seneca giunge a soluzioni plastico-dinamichedi grande suggestione. Ottenne allora in Francia grande ammirazione per il suo lavoro dal famoso grafico Raymond Savignac, collaboratore di Cassandre (Adolphe Mouron) che con Jules Chéret, fu maestro del rinnovamento dell'affiche.

Una cosa è certa: l'alta professionalità di Seneca. Quando egli infatti realizzava un manifesto, non lasciava mai nulla al caso, ma progettava con estremo rigore ogni particolare, valutava il rapporto figura-sfondo, l'equilibrio formale, la configurazione, la luce, le ombre e poneva estrema attenzione al lettering, fino a far diventare la scritta un'icona (si pensi ai Baci Perugina).

Nella progettazione delle sue opere grafiche, Seneca modellava addirittura delle figure in gesso, mostratemi dal figlio Bernardino - che ringrazio per la cortese collaborazione - per studiare i rapporti volumetrici e l'effetto di luce su di essi. Quale esempio di questo rigoroso procedimento, sono esposti in mostra due modellini in gesso realizzati per il manifesto 2a Mostra mercato dei vini tipici d'Italia (1935) e quello del 1950 delle Lane B.B.B..

Un discorso a parte merita lo splendido lavoro che Seneca realizzò nel 1951 - 1952 per Cinzano Soda: l'unico nel quale il personaggio, nell'atto di bere l'aperitivo, non è rappresentato volumetricamente ma sintetizzato dall'alto con due spessi segni grafici che comunque sottintendono una plasticità incombente. Un manifesto, questo, di una sintesi formale assoluta ed una pregnanza comunicativa che testimoniano, se ce ne fosse bisogno, la straordinaria creatà dell'artista.

A questo proposito vorrei ricordare il manifesto di Seneca Agipgas - il gas liquido del sottosuolo italiano, realizzato negli anni cinquanta per l'E.N.I. di Enrico Mattei, suo estimatore, nel quale egli introduce l'idea geniale del gatto stilizzato a tre zampe dalla cui coda esce una fiamma.

I manifesti di Seneca, come pagine di storia, hanno descritto l'economia italiana e il suo percorso dalla fine della prima guerra mondiale alla seconda ed al successivo risanamento economico, scandendo i progressi della nostra industria e pubblicizzando le novità sul mercato di una soà modesta, non ancora convertita ad un consumismo di massa.

Questa mostra, nella quale sono esposte più di quaranta opere, voluta ed organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, vuol significare un sincero omaggio ad un grande artista fanese, famoso ed apprezzato in tutta Europa, ma forse, poco conosciuto dai suoi concittadini.

Dedica di F. T. Marinetti a Federico Seneca
Dedica di F. T. Marinetti a Federico Seneca

 

Cinzano Soda
Cinzano Soda
1951 - 1952
(cm 140 x 100)
Treviso, Raccolta Salce, Museo L. Bailo

 

Agipgas
Agipgas
1955
(cm 32 x 23)
Casnate, Raccolta Seneca