Fondazione Cassa di Risparmio di Fano
Leopoldo Elia

Ricordo del Sen. Leopoldo Elia a un anno dalla scomparsa

La Fondazione Cassa di Risparmio di Fano ha ricordato la figura del Sen. Leopoldo Elia il 3 ottobre 2009, in occasione del primo anniversario della scomparsa, con una manifestazione tenuta presso il Teatro della Fortuna di Fano con la partecipazione del Prof. Giovanni Maria Flick, Presidente Emerito della Corte Costituzionale.

Pubblichiamo, quindi, anche per coloro che non avessero potuto partecipare, l'intervento del Presidente della Fondazione, Ing. Fabio Tombari, il testo integrale del volumetto realizzato appositamente - che contiene sia la 'lectio magistralis' del Prof. Giovanni Maria Flick che il discorso tenuto dal Sen. Elia dinanzi alla Corte Costituzionale in occasione del 60° anniversario della Costituzione della Repubblica italiana -, la biografia del Sen. Elia e la galleria fotografica della manifestazione del 3 ottobre 2009.

Intervento del Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, Ing. Fabio Tombari, alla manifestazione del 3 ottobre 2009

Autorità, Signore e Signori,

a nome degli organi tutti della Fondazione ringrazio gli intervenuti e in particolare il prof. Giovanni Flick per la loro presenza a questa cerimonia che vuole avere, al di là della solennità del momento, un carattere di cordiale familiarità.

E questo proprio perché cordiale e familiare è stato sempre il rapporto del prof. Leopoldo con la nostra città e con i numerosi amici e colleghi di cultura e di ideali come Valerio Volpini, Enzo Capalozza, Glauco Casanova e Arnaldo Battistoni ai quali era legato anche da una comune visione della vita.

La famiglia Elia, originaria di Ancona si era trasferita a Fano con il matrimonio del padre, dirigente del Ministero di Grazia e Giustizia, poi Senatore della Repubblica e quindi Presidente della Cassa di Risparmio di Fano, con la fanese signora Michelina Bartoccetti.

A Fano nella casa di Ferretto la famiglia ha vissuto il difficile periodo del passaggio del fronte, periodo che Leopoldo ricordava sempre, ricco di relazioni umane e di solide amicizie.

La sua carriera, in tutti i campi, accademici politici e istituzionali sino al vertice della Corte Costituzionale ha dello straordinario: fu una carriera illuminata e prestigiosa perché in ogni incarico portava l’accutezza del ricercatore e la passione degli ideali. Ma ciò che lo caratterizzava in maniera decisa e indimenticabile era la dote di grande umanità e di disponibilità a servizio, con impegno continuo, delle Istituzioni, della scienza giuridica e dell’Università.

Resteranno celebri le sue opere di diritto costituzionale, i suoi saggi, le numerose pubblicazioni che hanno segnato momenti di altissima cultura giuridica con intuizioni originali, sempre a difesa dei principi costituzionali e delle prerogative in particolare del Parlamento.

Infine mi sia consentito sottolineare del grande animo del prof. Leopoldo la fede profonda che ha saputo coniugare con grande impegno e convinzione nello svolgimento dei suoi altissimi incarichi, alla luce dell’insegnamento di Giuseppe Dossetti e di Aldo Moro, dai quali traeva ispirazione per la sua azione di cristiano responsabile.

E vorrei chiudere citando un bellissimo passo dell’omelia del Cardinale Silvestrini svolta un anno fa in occasione del suo funerale:
“La traccia della sua storia diventa un sentiero aperto. L’Uomo che pure ha conosciuto grandi riconoscimenti, cammina ora, condotto dal Pastore rivestito solo delle sue virtù. Nella povertà di spirito e nella mitezza, nella sua stessa arguzia sapienziale, si riconosce l’umiltà spirituale fatta di dolce pazienza, sperimentata nella disciplina dello studioso”.

Biografia (Da Wikipedia, l'enciclopedia libera)

Leopoldo Elia (Fano, 4 novembre 1925 – Roma, 5 ottobre 2008) è stato un politico e giurista italiano.

Il padre fu segretario del Partito popolare a Fano nel primo dopoguerra e senatore DC nelle prime due legislature della Repubblica.
Ai tempi dell'università fu iscritto alla FUCI, nella quale fu anche il condirettore della rivista Ricerca.
Nell'immediato dopoguerra Elia aderì al gruppo dossettiano, collaborando a Cronache sociali, ed intrecciando legami con autorevoli esponenti del cattolicesimo politico della sua generazione (dai coniugi Glisenti a Carlo Alfredo Moro a Pietro Scoppola), che lo avrebbero accompagnato per tutta la vita.

Si laureò il 25 novembre del 1947 in giurisprudenza all'Università La Sapienza di Roma. Funzionario dell'Ufficio Legislativo del Senato (dal quale successivamente si dimetterà per esercitare a tempo pieno la professione di docente universitario), fu segretario del Gruppo dei Parlamentari Italiani al Consiglio d'Europa ed all'Assemblea Comune della CECA, e svolse successivamente funzioni direttive nel Segretariato dell'Assemblea, incaricato di formulare una costituzione per l'Europa. Libero docente di diritto costituzionale, ordinario dal 1962, insegnò istituzioni di diritto pubblico nella facoltà di economia e commercio dell'Università di Urbino (sede di Ancona) dal 1960 al 1963 e, come professore ordinario, diritto costituzionale nella facoltà di giurisprudenza dell'Università di Ferrara nell'anno accademico 1962-1963, dell'Università di Torino dal 1963 al 1970 e dell'Università La Sapienza di Roma dal 1970 al 1997. Durante gli anni torinesi (1963-1970) si formò attorno a lui una vera e propria scuola, composta da Gustavo Zagrebelsky, Alfonso Di Giovine, Mario Dogliani, e Francesco Pizzetti.

Nel periodo romano (1970-1976) ha avuto come allievo Carlo Mezzanotte.

Fu Giuseppe Dossetti a presentarlo al costituzionalista Costantino Mortati; di cui Elia divenne allievo. Negli anni sessanta la sua attività di riflessione si concentrò attorno a due poli: l'organizzazione costituzionale e le libertà civili. Il suo saggio sulla forma di governo per l'Enciclopedia del Diritto del 1970 è forse il saggio più citato nel dopoguerra sull'argomento. Fu sua la celebre formula conventio ad excludendum, per qualificare la regola non scritta secondo cui l'Italia del dopoguerra era una democrazia bloccata, in cui l'alternanza al governo era di fatto impossibile a causa della presenza nel sistema politico del più forte partito comunista d'occidente.

Fu eletto dal Parlamento giudice della Corte Costituzionale il 30 aprile 1976, giurò il 7 maggio 1976. Dal 21 settembre 1981 fu Presidente e venne rieletto il 24 settembre 1984. Cessò dalla carica di Presidente il 7 maggio 1985. Il suo periodo alla presidenza, 4 anni, fu uno dei mandati più lunghi. Nel primo periodo alla Corte costituzionale (1976-1981) ha avuto come assistente di studio Augusto Cerri.

Cessato l'incarico, ricoprì sempre ruoli di primo piano:

Elia è stato anche vicepresidente della Commissione per il riordino del settore radiotelevisivo.

Leopoldo Elia è stato socio fondatore del Laboratorio per la polis, rete di cultura e formazione all'impegno civile (2001).

Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce
— Roma, 2 giugno 1975

Opere e Interventi

Note

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