FANO PER SIMONE CANTARINI

Progetto scientifico
a cura di Anna Maria Ambrosini Massari

Gli studi che hanno condotto alle mostre monografiche sul pittore (Pesaro, Bologna 1997) hanno definitivamente dimostrato quanto Fano abbia avuto un ruolo di primaria importanza nella formazione e nell’attività di Simone Cantarini, la cui famiglia aveva, molto probabilmente, anche rapporti di parentela con la nobile famiglia omonima fanese.

Le opere superstiti legate a Fano sono tra le più importanti nel catalogo del pittore ed ognuna è testimonianza di significativi rapporti con la committenza cittadina, che si scala in un tempo considerevole della carriera, dagli esordi –Madonna della cintura, Fano, Pinacoteca Civica - alla prima fase bolognese –Madonna che appare a san Tommaso da Villanova, Fano, Pinacoteca Civica - agli anni della piena maturità, con una pala complessa e densissima, scandita indubbiamente in una esecuzione condotta a più riprese, quale quella per la cappella Marcolini in San Pietro in Valle, che affiancava il capolavoro di Guido Reni oggi al Louvre.

A Fano, il giovanissimo pittore dovette rivolgersi, altresì, fin dall’inizio, come un luogo privilegiato di ispirazione, per la ricchezza di testimonianze artistiche, in un momento di grande vitalità culturale nella storia della città.
Sappiamo, per esempio, che quella che dovette essere addirittura la sua prima opera, la ricavò da un Transito di san Giuseppe, del Cavalier D’Arpino, in San Paterniano, a Fano, che Cantarini copiò nel 1630, per la chiesa di San Francesco, poi di Santa Maria delle Grazie, dei padri serviti di Pesaro.

Fano si pone come un primario tirocinio e va ormai sfatato, in tal senso, quanto detto dalla fonte principale per la vita del pittore, la Felsina Pittrice del canonico bolognese Carlo Cesare Malvasia (1678, ed. 1841, pp. 373-383) che lega i suoi esordi alla visione della pala Olivieri di Guido Reni giunta al Duomo di Pesaro nei primissimi anni del quarto decennio. D’altra parte, come ho recentemente messo in luce (Ambrosini Massari 2009) lo confermano gli appunti inediti dello stesso Malvasia, quando dice: provò gran vantaggio dall’aver fatte tutte le sue fattighe in Fano nell’adolescenza (Malvasia in Marzocchi, op. cit., p. 80). Primariamente, senza dubbio, sulle opere che Reni, tra 1621 e ’26, esegue per il tempio filippino di San Pietro in Valle.
La Beata Michelina di Barocci, allora in San Francesco a Pesaro e la Annunciazione di Reni in San Pietro in Valle a Fano, sono le due opere che più lo coinvolgono emozionalmente e Malvasia conferma che Simone riteneva l’Annunciazione oggi alla Pinacoteca Civica fanese: la più bella tavola del mondo.

Ma molti altri modelli entrarono negli occhi del pittore, a Fano. Da Ludovico Carracci a Carlo Bonone, e poi Giovan Francesco Guerrieri ed anche il mondo declinante della scuola baroccesca, considerando che per San Pietro in Valle lavora anche quello che tradizionalmente viene considerato il primo maestro di Simone, Giovan Giacomo Pandolfi, figura emblematica che condensa fonti baroccesche e zuccaresche.

I rapporti con la città non dovettero mai venire meno. Il successo del pittore ne garantì la stabilizzazione, attraverso committenze che hanno accompagnato tutta la carriera di Cantarini, quali quelle dell’ordine agostiniano o filippino e di importanti famiglie quali i Marcolini o i Corbelli. Ormai sappiamo che Cantarini non interruppe mai la sua operatività per la terra d’origine (Ambrosini 1997; 2009).
Neppure negli anni al culmine del successo, quando gestiva una fiorente bottega bolognese, dopo il 1642, ne gestiva una altrettanto vivace anche a Pesaro, alimentando le richieste del collezionismo locale.

Le opere di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano consentono di allargare questo quadro con esempi di composizioni di successo, che ci portano nel cuore del sistema collezionistico seicentesco, variamente testimoniato anche per Cantarini, da fonti e inventari. Nel quadro di un collezionismo sempre più vivace ed allargato, le invenzioni di maggior successo vengono richieste in più versioni, con l’esistenza di repliche bellissime, quali nel caso dell’Agar e l’angelo della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano e nella delicatissima tela del Musée des Beaux-Arts di Pau ma anche di repliche e copie più o meno con l’intervento dell’artista, come nel caso esemplare della Madonna della rosa.

L’esigenza di rispondere alle richieste del collezionismo si coniuga in Cantarini con una natura inquieta e volubile che indubbiamente contribuisce a mettere in campo l’esistenza di più versioni di numerose invenzioni.

Pertanto, una mostra che celebri i 400 anni dalla nascita del pittore, a Fano, può far interagire, attorno al nucleo centrale delle pale fanesi, messe a confronto con l’Annunciazione del Reni ed eventualmente con altri capi d’opera contemporanei, esempi di alcune di queste singolari invenzioni, a partire da quelle documentate nelle tele di proprietà della Fondazione, per costruire un ampio ventaglio di esempi, che illustri, per la prima volta, la sublime pittura del maestro nel contesto del collezionismo del tempo e dei suoi meccanismi produttivi e divulgativi.

Elenco delle opere:

  • Simone Cantarini, Madonna col Bambino in gloria che porge la cintura dell’ordine ai ss. Agostino e Monica, Fano, Pinacoteca Civica
  • Simone Cantarini, Vergine con il Bambino che appare a San Tommaso da Villanova, Fano, Pinacoteca Civica
  • Simone Cantarini, Miracolo di San Pietro e lo storpio, Fano, Pinacoteca Civica
  • Guido Reni, Annunciazione, Fano, Pinacoteca Civica
  • Simone Cantarini, Agar e l’angelo, Fano, Fondazione Cassa di Risparmio di Fano
  • Simone Cantarini, Agar e l’angelo, Pau, Musée des Beaux-Arts
  • Simone Cantarini, Madonna della rosa, Fano, Fondazione Cassa di Risparmio di Fano
  • Simone Cantarini, Madonna della rosa, Collezione privata
  • Simone Cantarini, San Girolamo nel deserto, Modena, collezione privata
  • Simone Cantarini, San Girolamo nel deserto, Pesaro, collezione privata
  • Simone Cantarini, Sogno di San Giuseppe, Roma, Cassa Depositi e Prestiti SpA
  • Simone Cantarini, Sogno di San Giuseppe, Camerino, Duomo
  • Da Guido Reni, La Madonna con il bambino e i santi Tommaso e Girolamo (Pala Olivieri), Pesaro, Fondazione Cassa di Risparmio
  • Da Guido Reni, La Madonna con il bambino e i santi Tommaso e Girolamo (Pala Olivieri), Fano, Fondazione Cassa di Risparmio
  • Da Simone Cantarini, Riposo nella fuga in Egitto, Pesaro, Fondazione Cassa di Risparmio
  • Da Simone Cantarini, Riposo nella fuga in Egitto, Pesaro, Collezione privata
  • Simone Cantarini, raccolta di incisioni, Pesaro, Collezione privata.

Sotto l'Alto Patronato
del Presidente della Repubblica

Fondazione Cassa di Risparmio di Fano
Direzione Regionale e Soprintendenza per le Marche
Musée des Beaux-Arts de Pau (Francia)
Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola
Regione Marche
Provincia di Pesaro e Urbino
Comune di Fano Pinacoteca Civica di Fano

Comunicazione:
Sistema Museo

FANO PER SIMONE CANTARINI
GENIO RIBELLE 1612 - 2012

30 giugno - 30 settembre 2012

Pinacoteca San Domenico
Via Arco d'Augusto - Fano

tutti i giorni escluso il lunedì dalle 19,00 alle 23,00

Informazioni
Tel. 0721 802885
info@fondazionecarifano.it

PESARO PER SIMONE CANTARINI

7 luglio - 9 settembre 2012

Musei Civici - Palazzo Mosca
Piazza Toschi Mosca n. 29 - Pesaro

Martedì, giovedì, venerdì, sabato, domenica:
10,00 - 13,00 / 16,00 - 19,30
mercoledì: 10,00 - 13,00
lunedì chiuso

Informazioni
Tel. 0721 387541 / 522
pesaro@sistemamuseo.it
www.pesarocultura.it - www.sistemamuseo.it

NEL SEGNO DI SIMONE CANTARINI

15 dicembre 2012 - 3 febbraio 2013

Museo della Città
Via Tonini, 1 - Rimini

Dal martedì al sabato: 8,30 - 13,00 / 16,00 - 19,00
domenica e festivi: 10,00 - 12,30 / 15,00 - 19,00

Informazioni
Tel. 0541 793851
musei@comune.rimini.it
www.museicomunalirimini.it