Fondazione Cassa di Risparmio di Fano

Cenno biografico su Simone De Magistris

Simone, figlio di Giovanni Andrea di Berardino di Giacomo Magistri nacque a Caldarola nel 1538. In ambito familiare apprenderà i primi rudimenti pittorici dal padre e soprattutto dallo zio Durante Nobili che intuitane la versatilità artistica a quattordici anni, il 10 agosto del 1553, lo condurrà presso il suo amico pittore Lorenzo Lotto - tra i due c’era stima, fiducia e collaborazione - che al tempo, oramai in tarda età, non disdegnava avere degli allievi che lo aiutassero nelle commissioni per la Santa Casa di Loreto (Ramazzani, Bagazzotti …):
… Adì 10 agosto 1553, Simon fiol de mastro Joan Andrea depintor da Caldarola, posto a star meco per garzone de servicij e bisogni miei e perfectione de casa, etiam de l’arte per imparar a bona fede senza altro pato ne obligo fino a che patre venga a parlar con meco et fu per mezo del parente loro a torlo: mastro Durante pictor da Caldarola …
così Lotto nel suo diario lauretano [Libro di spese diverse, c. 114r].

Ma poco più avanti lo stesso Lotto è costretto ad annotare … stette solo otto giorni … [ivi].

È da presumere che il giovane Simone, insofferente, se ne sia tornato a casa ma abbia continuato un suo percorso didattico all’interno della famiglia che lo porterà dieci anni dopo (1562) a farsi conoscere nel mondo artistico con la pala dell’Assunzione della Vergine eseguita con il fratello Giovan Francesco, è datata e firmata, conservata nella Pinacoteca Civica di Camerino ma che la critica è propensa a credere per la chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta di Letegge di Camerino. Simone sarà particolarmente attivo nella Marca Anconetana ed in quella Fermana per quasi un cinquantennio al servizio di una committenza costituita per lo più da alti prelati, da Ordini religiosi e monastici, da Comunità locali e Confraternite per i quali la tematica sacra delle sue pitture assecondava le esigenze devozionali di una religiosità popolare semplice e schietta. Avrà soprattutto la fortuna di poter lavorare per il cardinal Giovanni Evangelista Pallotta intento nell’ultimo ventennio del XVI secolo a trasformare significativamente il loro comune paese d’origine, Caldarola, dal punto di vista urbanistico e culturale.

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