Fondazione Cassa di Risparmio di Fano

Simone De Magistris
(Caldarola, 1538 - 1613)

'Storie della vita della Vergine' o 'Storie dell'infanzia di Cristo'

… un altro bellissimo esempio di piccole storie fatte da costui [Simone De Magistris] si presenta ora alla mente, e sono quelle appunto, che osservai non molto tempo addietro ne’ riquadri dell’organo della Collegiata di Force, dove in ognuno espresse varj fatti della vita di Nostra Dama, ed in quello specialmente, ov’è la fuga in Egitto, seppe mostrarsi si pratico paesista, che ogni vaghezza che in quel quadretto raccogliesi …

La segnalazione di Amico Ricci testé trascritta (Ricci, II, 1834, p. 153) fornisce l’iniziale autorevolezza attributiva a Simone De Magistris per cinque Storie della Vita della Vergine oggi più comunemente chiamate Storie dell’Infanzia di Cristo. Si tratta infatti di cinque pannelli a tempera su tavola [Annunciazione; Visitazione di Maria ad Elisabetta; Natività; Adorazione dei Re Magi; Fuga in Egitto] realizzati da Simone intorno al 1590 per la Cantoria della Collegiata di S. Paolo apostolo di Force, località del Piceno.

Il primo e l’ultimo pannello misurano cm 80x128 mentre i tre interni cm 80x90. La storiografia artistica ottocentesca si trovò subito concorde sulla paternità al pittore di Caldarola allineandosi sull’ attribuzione di Ricci (Caramelli 1881, pp. 95-96 e Libani 1882, p. 22) come peraltro quella del Novecento e fino ai nostri giorni (Papetti 2007, pp. 306-307; ma v. anche bibliografia in calce).

Il crollo del tetto della chiesa nel 1975 determinò lo spostamento delle cinque tavole presso l’allora Soprintendenza urbinate la quale dopo un accurato restauro da parte di Isidoro Bacchiocca (1976) le ricollocò nel 2007 a Force nel Museo di Arte Sacra della Diocesi di S. Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto istituito attraverso la rete museale detta dei Musei Sistini. La data di esecuzione di questi cinque pannelli inizialmente posti sulla balaustra organaria della chiesa forcese – in epoca imprecisata saranno poi spostati in sacrestia peraltro col lodevole intento di richiamare la sequenza originaria – trova corrispondenza nella stessa vivacità narrativa presente nel dipinto su tela raffigurante la Pentecoste realizzato per la Pieve di S. Giovanni Battista di Appignano del Tronto e realizzata nel 1589 [è datato e firmato nello sgabello dell’apostolo di destra in primo piano MDLXXXVIIII SIMONE DE MAGISTRIS DA CALDAROLA PINGEVA] ed anche con l’interessante impaginato pittorico per la cappella Trasi nella chiesa di S. Maria della Carità di Ascoli Piceno che come per Force veniva incentrato su Storie dell’Infanzia di Cristo.

Qui Il pittore di Caldarola realizzava infatti una grande tela centrale con l’Adorazione dei Pastori mentre ai lati ad affresco posizionava due riquadri con l’Adorazione dei Magi e la Presentazione al Tempio. Su tutto ciò incombeva dal catino absidale sempre ad affresco una Annunciazione. È attraverso la tela che, trafugata verosimilmente in epoca napoleonica, dopo alterne vicende nel 1966 perveniva nella collezione di Federico Zeri a Mentana (v. Petrangolini Benedetti Panici, in Dal Poggetto-Zampetti 1981, pp. 495-496, n. 153), si viene a conoscenza della data e della paternità di tutto il ciclo con la puntualizzazione peraltro in cui Simone sul muretto di sinistra dichiara apertamente la collaborazione del figlio Solerzio [SIMON DE MAGISTRIS DE CALDAROLA ET SOLERTIUS EIUS FILIUS ARTIFICES 1590].

Le cinque tavole sono apprezzabili e comparabili per la loro freschezza e semplicità compositiva anche se realizzate con un uso parsimonioso e limitato delle cromie che potrebbe essergli derivato dal colorismo lottesco soprattutto nell’esasperazione della tecnica della stesura luministica. L’Annunciazione fornisce a Simone la possibilità di una interessante descrizione dell’interno familiare in cui viveva Maria ove la quiete domestica viene fortemente disturbata dal prorompere dell’arcangelo annunciante. Le altre quattro scene trovano la loro naturale ambientazione all’esterno ove la componente paesistica è resa con estrema semplicità ma anche con efficacia attraverso l’annullamento del senso dello spazio ed in una esasperazione visionaria delle immagini che richiamano le poetiche del pittore cretese Domenico Theotokopulos, detto El Greco.

Non trova rispondenza nelle fonti la possibilità che i tre riquadri frontali potessero essere accompagnati da una quarta tavola verosimilmente raffigurante una Presentazione al Tempio che avrebbe completato gli episodi conosciuti dell’infanzia di Gesù (Amato 1996, p. 230) e già realizzata da Simone De Magistris in periodo coevo (1589) per la Confraternita del Nome di Gesù nell’altare maggiore dell’omonima cappella della chiesa di Santa Maria della Rocca di Offida.

Comunicazione istituzionale

Conoscere la Fondazione 2014
Reportage fotografico sull'attività erogativa della Fondazione nel periodo 2004 - 2013
(formato pdf - Mb 7,6)

Le Fondazioni: un immenso bene italiano
Campagna di comunicazione a cura di ACRI con la collaborazione di Pubblicità Progresso

Realizzazioni recenti

Scuola dell'infanzia 'Il Piccolo Principe'
Una nuova scuola dell'infanzia con una capienza massima di 120 bambini. A Lucrezia di Cartoceto

Museo Etnico Bagnaresi
Una preziosa e unica collezione di opere d’arte, artigianato e di interesse multietnico provenienti da tutti i continenti (Ingresso gratuito tutto l'anno con prenotazione presso la Fondazione)

SISTEMA MUSEALE
DI PALAZZO BRACCI PAGANI

Il Palazzo storico dedicato ad ospitare una struttura polivalente e moderna per finalità artistiche e scientifiche

Fondazione Cassa di Risparmio di Fano
Via Montevecchio n. 114 - 61032 FANO (PU)
Tel. 39 0721 802885 - Fax 39 0721 827726
E-mail: / PEC:
C. F. 90008180417